Sanzionato il pagamento in contante della retribuzione
Corte di Cassazione ordinanza 6633/2026
Sanzionato il pagamento in contante della retribuzione
a cura di Pierluigi Tessaro
30 Marzo 2026
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 6633/2026, ha evidenziato che, dalla lettura sistematica dei commi 910, 911 e 913 della legge di Bilancio 2018, emerge chiaramente l’intento del legislatore di garantire la tracciabilità di ogni pagamento.
Di conseguenza, i pagamenti effettuati in modalità non conforme saranno oggetto di sanzioni pecuniarie.
Il comma 910 stabilisce che i datori di lavoro e i committenti sono tenuti a effettuare il pagamento delle retribuzioni e degli eventuali acconti esclusivamente tramite modalità tracciabili.
In caso di violazione di tale obbligo, il comma 913 introduce una sanzione amministrativa compresa tra 1.000 e 5.000 euro.
Tuttavia, come chiarito dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro nella nota 4538/2018, il personale ispettivo non può invitare il datore di lavoro a regolarizzare la situazione attraverso un provvedimento di diffida, ma deve, invece, applicare quanto previsto dall’articolo 16 della legge 689/1981, applicando una sanzione in misura ridotta pari a un terzo del massimo, ovvero a 1.666,67 euro.
Per il calcolo delle sanzioni, l’Ispettorato, con la nota 5828/2018, aveva precisato che devono essere determinate in base al numero di mensilità in cui si è verificata la violazione.
Il numero dei lavoratori coinvolti, tuttavia, non incide sull’importo totale.








