Il certificato di agibilità/abitabilità non può essere addotto a fondamento della legittimità urbanistico-edilizia dell’unità abitativa oggetto di demolizione, in quanto basato su presupposti normativi totalmente diversi rispetto a quelli che legittimano il rilascio dei titoli edilizi

Sul punto la giurisprudenza è univoca nel ritenere che “Il permesso di costruire ed il certificato di agibilità sono collegati a presupposti diversi e danno vita a conseguenze disciplinari non sovrapponibili, dato che il certificato di agibilità ha la funzione di accertare che l'immobile al quale si riferisce è stato realizzato nel rispetto delle norme tecniche vigenti in materia di sicurezza, salubrità, igiene, risparmio energetico degli edifici e degli impianti (come espressamente recita l'art. 24 t.u. edilizia), mentre il rispetto delle norme edilizie ed urbanistiche è oggetto della specifica funzione del titolo edilizio
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Non si può ritenere urbanisticamente irrilevante la trasformazione di un magazzino per depositi attrezzi (analogamente al caso di una soffitta o di un garage) in un locale abitabile

Non si può ritenere urbanisticamente irrilevante la trasformazione di un magazzino per depositi attrezzi (analogamente al caso di una soffitta o di un garage) in un locale abitabile: solo il cambio di destinazione d’uso fra categorie edilizie omogenee non necessita di permesso di costruire (in quanto non incide sul carico urbanistico), mentre, allorché lo stesso intervenga tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee, così come tra locali accessori e vani ad uso residenziale, integra una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, con conseguente assoggettamento al regime del permesso di costruire e ciò indipendentemente dall’esecuzione di opere che, comunque, nel caso di specie sono presenti.
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Necessario il formale atto di accertamento dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione per l’irrogazione della sanzione pecuniaria di cui al comma 4 bis dell’art. 31 del d.p.r. n. 380/2001 e tale atto ricognitivo non è surrogabile dal mero verbale di constatazione dell’inottemperanza alla misura demolitoria

Ai fini dell’irrogazione della sanzione pecuniaria di cui al comma 4 bis dell’art. 31 del d.p.r. n. 380/2001 (prevista per l’inottemperanza dell’ordine di demolizione), si rende, comunque, necessario, ai sensi del precedente comma 4, il formale atto di accertamento della predetta inottemperanza (cfr. Cons. Stato, sez. IV, n. 398/2019; TAR Campania, Napoli, sez. III, n. 61/2019).
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In presenza di manufatti abusivi non sanati né condonati, gli interventi ulteriori ripetono le caratteristiche di illegittimità dell'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente, sicché non può ammettersi la prosecuzione dei lavori abusivi a completamento di opere che, in mancanza di sanatoria, devono ritenersi comunque abusive

Per ius receptum, in presenza di manufatti abusivi non sanati né condonati, gli interventi ulteriori ripetono le caratteristiche di illegittimità dell'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente, sicché non può ammettersi la prosecuzione dei lavori abusivi a completamento di opere che, in mancanza di sanatoria, devono ritenersi comunque abusive
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Indennità per occupazione senza titolo di immobile pubblico: decide il giudice ordinario

Difetta la giurisdizione del Giudice amministrativo in ordine alla richiesta di pagamento di indennità per occupazione senza titolo di immobile facente parte del patrimonio pubblico, giacché tale determinazione costituisce esercizio di un potere vincolato a fronte del quale la posizione giuridica soggettiva del ricorrente assume consistenza di diritto soggettivo, la cui lesione è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario.
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Il piano delle alienazioni e valorizzazioni dei beni disponibili comunali rientra nel novero dei piani finanziari di competenza del Consiglio

Il piano delle alienazioni e valorizzazioni è predisposto dalla Giunta ma è oggetto di definitiva approvazione da parte del Consiglio, rientrando nel novero dei piani o programmi finanziari, che l’art. 42, comma 2, lett. b), del T.U.E.L. (d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267) inquadra tra gli atti fondamentali di competenza di tale ultimo organo.
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L’esistenza di un diritto di uso pubblico su un’area non può sorgere per fatti concludenti ma presuppone un titolo idoneo al tal fine

Con la sentenza del Consiglio di Stato n. 4791/2017 è stato affermato che “L'esistenza di un diritto di uso pubblico del bene non può sorgere per meri fatti concludenti, ma presuppone un titolo idoneo a tal fine; in particolare, laddove la proprietà del sedime stradale non appartenga ad un soggetto pubblico, bensì ad un privato, la prova dell'esistenza di una servitù di uso pubblico non può discendere da semplici presunzioni o dal mero uso pubblico di fatto della strada, ma necessariamente presuppone un atto pubblico o privato (provvedimento amministrativo, convenzione fra proprietario ed amministrazione, testamento) o l'intervento della usucapione ventennale”.
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Con lo stralcio la Regione restituisce al Comune l'iniziativa, mentre con le «modifiche d'ufficio» sovrappone ultimativamente la propria volontà a quella del Comune

La giurisprudenza amministrativa ha da tempo riconosciuto che “in relazione ai poteri di intervento della Regione sul PRG adottato dal Comune, si osserva che lo stralcio si differenzia sostanzialmente dalla modifica d'ufficio, consistendo il primo in una approvazione parziale del PRG e la seconda in una sovrapposizione definitiva della volontà regionale a quella del Comune. Nel caso di stralcio la Regione restituisce al Comune l'iniziativa, invitandolo a rinnovare l'esame della situazione delle aree stralciate e a formulare nuove proposte, lasciando integro e impregiudicato il potere comunale di riproporre una nuova disciplina urbanistica, mentre con la modifica d'ufficio il potere comunale non può più essere in tale sede esercitato” (Cons. Stato Sez. IV, 17/09/2013, n. 4614).
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La rielaborazione parziale o totale di un PRG implica scelte connotate da amplissima discrezionalità

Secondo consolidata e condivisa giurisprudenza, l’attribuzione di una destinazione urbanistica diversa da quella auspicata, non dà luogo ad un obbligo di motivare ulteriormente rispetto a quanto può ricavarsi dalle relazioni progettuali e dall’insieme degli atti del procedimento allorché le definizioni di zone con ridotto indice trovino coerente giustificazione nelle linee portanti della pianificazione, ciò che esclude la necessità di dar conto della comparazione con gli interessi dei privati incisi da vincoli o altre prescrizioni.
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Le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria, sono “opere aventi carattere di pubblica utilità, come tali realizzabili in qualsiasi zona del P.R.G., possono essere ubicati in qualsiasi parte del territorio comunale, essendo compatibili con tutte le destinazioni urbanistiche

Secondo un costante orientamento, l’art. 86, comma 3, del d.lgs. n. 259/2003 - nello stabilire che le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione sono assimilate “ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria” di cui all’art. 16, comma 7, del d.P.R. n. 380/2001 ed all’art. 90 del C.C.E., in forza dei quali gli impianti in questione e le opere accessorie occorrenti per la loro funzionalità sono “opere aventi carattere di pubblica utilità, come tali realizzabili in qualsiasi zona del P.R.G.” - postula la possibilità che gli stessi siano ubicati in qualsiasi parte del territorio comunale, essendo compatibili con tutte le destinazioni urbanistiche, con la conseguenza che le discipline locali di individuazione di specifiche aree ritenute idonee per l'insediamento delle strutture in argomento debbano essere coerenti con le finalità e con gli obiettivi della legge statale, e non debbano essere tali da ostacolare l'insediamento e il funzionamento delle infrastrutture stesse (in tal senso, ex multis, T.A.R. Sicilia, Catania, Sezione I, n. 1477/2016).
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Le scelte in ordine alla destinazione urbanistica costituiscono valutazioni ampiamente discrezionali che non richiedono una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che ispirano il piano

Le scelte in ordine alla destinazione urbanistica, in specie se espresse in sede di emanazione di nuovo strumento urbanistico, o sua variante generale, costituiscono valutazioni ampiamente discrezionali che non richiedono una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che ispirano il piano, salva l'esigenza di motivazione puntuale in relazioni a situazioni soggettive di affidamento qualificato del privato in ordine a una precipua destinazione
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Il vincolo “Area parco gioco e sport” ha natura espropriativa

Secondo costante giurisprudenza, la distinzione tra vincoli conformativi (che possono essere imposti senza limiti di durata e che non implicano la corresponsione di indennizzi) e vincoli espropriativi (che viceversa devono avere durata limitata nel tempo e che sono reiterabili solo motivatamente e con previsione di indennizzo) si basa sulla diversa finalità perseguita dall'atto di pianificazione
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Quesiti e pareri
Area Patrimonio
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
25 Giugno 2020
OGGETTO: Silenzio assenso art. 146 DLGS 42/2004
In riferimento ai commi 8 e 9 dell'art. 146 del DLGS 42/2004, nel caso la soprintendenza non esprima parere nei 45 gg, si chiede:... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
18 Giugno 2020
OGGETTO: Validità dei programmi annuali
La L.R. 30/2000 della Regione Emilia Romagna prevede la presentazione del "programma annuale delle installazioni fisse da..." Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
18 Giugno 2020
OGGETTO: Alleanza italiana STOP 5G
La sedicente "alleanza italiana stop 5G" ha scritto al Comune chiedendo una moratoria sull'installazione delle antenne 5G... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
15 Giugno 2020
OGGETTO: Modifiche con potenziamento di impianti esistenti in zone di installazione condizionata
È pervenuta al ns. ente, da parte di un operatore di rete, una S.C.I.A. per la modifica delle caratteristiche di un... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
28 Ottobre 2019
OGGETTO: Trasferimento di beni immobili tra enti pubblici
Vi chiedo se è legittimo che un ente, che viene trasformato ex lege in un nuovo ente, modificando i propri CF e P.IVA... Continua