Il decorso del tempo dal momento del commesso abuso non priva giammai l’amministrazione del potere di adottare l’ordine di demolizione

Come affermato dall'Adunanza Plenaria (n. 9/2017), “il decorso del tempo dal momento del commesso abuso non priva giammai l’amministrazione del potere di adottare l’ordine di demolizione, configurando piuttosto specifiche – e diverse – conseguenze in termini di responsabilità in capo al dirigente o al funzionario responsabili dell’omissione o del ritardo nell’adozione di un atto che è e resta doveroso nonostante il decorso del tempo.
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La possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria deve essere valutata dall'amministrazione competente nella fase esecutiva del procedimento, successiva ed autonoma rispetto all'ordine di demolizione

In base all’art. 34 comma 2 del DPR 380/01, spetta al proprietario interessato allegare elementi di fatto che comportino l’impossibilità della demolizione e del ripristino, allo scopo di chiedere l’applicazione della sanzione pecuniaria e salvaguardare il mantenimento del manufatto realizzato.
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Una struttura in alluminio ancorata alla parete e al pavimento, chiusa sui lati mediante pannelli in vetro richiudibili a pacchetto e scorrevoli non è una mera pergotenda

Una struttura in alluminio ancorata alla parete e al pavimento, chiusa sui lati mediante pannelli in vetro richiudibili a pacchetto e scorrevoli non è una mera pergotenda: tali caratteristiche dell’opera determinano una chiusura dello spazio esterno, idonea a creare ulteriore superficie utile che, come tale, necessita di idoneo titolo edilizio.
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Necessaria la diffida preventiva prima dell’ordinanza di demolizione nel caso di abusi su suolo demaniale

L’art. 35, comma 1, del D.P.R. n. 380 del 2001 stabilisce che “qualora sia accertata la realizzazione, da parte di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 28, di interventi in assenza di permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità dal medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici, il dirigente o il responsabile dell’ufficio, previa diffida non rinnovabile, ordina al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi, dandone comunicazione all’ente proprietario del suolo”.
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Un caso concreto di strada vicinale non ad uso pubblico

La qualificazione di una strada come di uso pubblico discende non tanto dal fatto che su di essa possano transitare persone diverse dal proprietario o dal fatto che essa si colleghi ad una pubblica via, quanto, piuttosto, presuppone che essa sia posta a servizio di una collettività di utenti (uti cives)
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La dichiarazione di decadenza della concessione demaniale marittima presuppone un giudizio di gravità delle inadempienze contestate al concessionario, una valutazione ponderata dell'assetto complessivo di interessi connotante il rapporto concessorio e la sua evoluzione nel tempo

In tema di inadempimento degli obblighi nascenti dalla concessione demaniale che può dar luogo alla sanzione della decadenza (art. 47, lett. d) e f) del Codice della Navigazione), la giurisprudenza ha stabilito che lo stesso deve rivestire una certa consistenza e gli elementi probatori riguardo all'effettiva ricorrenza di un'ipotesi di inadempienza devono essere inequivoci, precisi e concordanti.
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Nel caso della lottizzazione abusiva, la sanzione dell’acquisizione al patrimonio comunale dell’area opera anche nei confronti del proprietario attuale in buona fede

Nel caso della lottizzazione abusiva, un orientamento giurisprudenziale minoritario ha ricordato come l'art. 30 del D.P.R. n. 380 del 2001, nel prevedere l'acquisizione del bene al patrimonio pubblico, quale conseguenza amministrativa dell'accertata lottizzazione, secondo le scansioni temporali declinate dal comma 7, contempli una misura sanzionatoria sostanzialmente equiparata alla confisca
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Le osservazioni dei privati costituiscono un mero apporto collaborativo alla formazione degli strumenti urbanistici e non danno luogo a peculiari aspettative

Le scelte discrezionali operate nell'esercizio della funzione urbanistica di pianificazione del territorio in ordine alle singole destinazioni di zona del piano di governo del territorio sono sindacabili in sede di legittimità solo ove risultino inficiate da evidenti errori di fatto o da vizi di manifesta illogicità o contraddittorietà
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Il vincolo di inedificabilità derivante dalle fasce di rispetto stradale o viario si traduce in un divieto assoluto di costruire che rende inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale

Il vincolo di inedificabilità derivante dalle fasce di rispetto stradale o viario si traduce “in un “divieto assoluto di costruire” che “rende inedificabili le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale”
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