Incombe al privato, che chiede il condono edilizio, l’onere di fornire la prova dell’ultimazione delle opere abusive in tempo utile per poter fruire della sanatoria

Secondo l’orientamento ormai diffuso in giurisprudenza, incombe al privato, che chiede il condono edilizio, l’onere di fornire la prova dell’ultimazione delle opere abusive in tempo utile per poter fruire della sanatoria e solo la deduzione, da parte di quest’ultimo, di concreti elementi trasferisce il suddetto onere di prova contraria in capo all’amministrazione;
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L’installazione di nuovi infissi metallici e vetrate di maggiore grandezza ai due vani porta esistenti, ampliati di conseguenza per 70 cm, è un intervento di ristrutturazione edilizia e non di restauro e risanamento conservativo

Il restauro e risanamento conservativo di un edificio si distingue dalla ristrutturazione perché mira a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità nel rispetto dei suoi elementi tipologici e formali, oltre che strutturali.
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L’esecuzione di scavi e di fondazione non è sufficiente ad evitare la decadenza del permesso di costruire

Secondo l’orientamento consolidato, non rilevano al fine di evitare la decadenza del titolo edilizio i lavori preparatori di cantiere, in quanto non sono indici di un reale inizio dei lavori di costruzione, quali, ad esempio gli interventi di ripulitura del sito e approntamento del cantiere e dei materiali necessari per l'esecuzione dei lavori (ex multis, T.A.R. Molise, 19 settembre 2005, n. 875);
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Non è sufficiente la SCIA ma serve il permesso di costruire per il mutamento di destinazione d’uso da abitazione a studio medico

Gli strumenti di pianificazione, generali ed attuativi, individuano la destinazione d'uso dei suoli e degli edifici, affinché alle varie e diverse destinazioni vengano assegnate determinate qualità e quantità di servizi. L'organizzazione del territorio comunale e la relativa gestione vengono realizzate attraverso il coordinamento delle varie destinazioni d'uso, sicché le modifiche non legittimate delle stesse incidono negativamente sull'organizzazione e sull’assetto prefigurato.
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Illegittimo il provvedimento di decadenza di un permesso di costruire fondato sulla mancata denunzia dell’inizio dei lavori

La decadenza del permesso di costruire è provvedimento tipico che può essere legittimamente adottato solo in presenza delle due ipotesi tassativamente indicate dall’art. 15 del DPR 380/2001, che riguardano l’inutile decorso dei termini stabiliti dalla legge per l’inizio e la fine dei lavori, ovvero la sopravvenienza di previsioni urbanistiche in contrasto con il permesso rilasciato.
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Quali sono gli indici da cui desumere l’esistenza di una servitù di uso pubblico?

La giurisprudenza ha individuato le condizioni perché possa ritenersi integrata su una strada privata una servitù di uso pubblico: 1) il passaggio esercitato da una collettività indeterminata di persone appartenenti ad un gruppo territoriale; 2) la concreta idoneità della strada ad assolvere ad esigenze di carattere generale, anche per il collegamento con la pubblica via; 3) un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, che può anche identificarsi nella protrazione dell’uso da tempo immemorabile:
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Un’ipotesi concreta di lottizzazione abusiva mista

L’art. 30 del d.P.R. n. 380/2001 – che riproduce le disposizioni contenute nel previgente articolo 18 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 – distingue due diverse ipotesi di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio. La prima, lottizzazione cd. materiale o reale, ricorre “quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione”.
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Quali sono le ipotesi di aspettative qualificate in urbanistica?

Per consolidato orientamento giurisprudenziale, le scelte urbanistiche configurano valutazioni di merito sottratte al sindacato giurisdizionale di legittimità, salvo i casi in cui siano inficiate da errori di fatto, violazioni procedurali, illogicità abnormi o siano confliggenti con particolari situazioni che abbiano dato luogo ad aspettative qualificate (C.d.S., sez. IV, 25 giugno 2019, n. 4343).
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Legittima la previsione urbanistica di un’estensione minima per i lotti edificabili

Per giurisprudenza assolutamente costante, le scelte di pianificazione urbanistica sono caratterizzate da ampia discrezionalità e costituiscono apprezzamento di merito sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità e, in occasione della formazione di uno strumento urbanistico generale, le decisioni dell'amministrazione non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali — di ordine tecnico discrezionale — seguiti nell'impostazione del piano stesso (Cons. Stato, II 4 settembre 2019, n.6086).
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