Consiglio di Stato, sez. V sentenza n. 6416/2026
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L’irrilevanza dell’accordo quadro in sé considerato, ai fini della erogazione degli incentivi
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rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata
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comma 4 dell’art. 35 e i commi 1 e 2 dell’art. 36
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La relativa applicazione è sicuramente di grande importanza negli appalti di lavori, ma sicuramente anche negli appalti di servizi forniture
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Quanto alla nozione di segreto tecnico-commerciale, il Consiglio di Stato ha precisato che l'informazione da tutelare deve essere "connotata da comprovabili caratteri di segretezza oggettiva" non essendo sufficiente l'affermazione di un particolare know how, essendo necessario che sussista una informazione specificatamente individuata, suscettibile di sfruttamento economico, ossia in grado di garantire un vantaggio concorrenziale all'operatore nel mercato di riferimento, che presenti effettivi e comprovabili caratteri di segretezza oggettiva.
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In base al canone dell'autoresponsabilità dei concorrenti, “ciascuno di essi sopporta le conseguenze degli eventuali errori commessi nella formulazione dell'offerta e nella presentazione della documentazione
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L’art. 70 del d.lgs. n. 36/2023 sancisce l’inammissibilità delle offerte il cui prezzo eccede la base d’asta, presidio funzionale alla tutela della par condicio e alla certezza del confronto competitivo. Il prezzo dell’appalto deve comunque assicurare un margine di utile e comprendere i costi generali. I caso contrario, l’offerta deve essere esclusa.
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La stazione appaltante non può richiedere, ai fini della partecipazione alla procedura, la sussistenza di requisiti che rilevano solo in fase di esecuzione del rapporto, con la conseguenza che a fronte dell'ambiguità sul punto della lex specialis, tali requisiti vanno correttamente qualificati come funzionali, non alla partecipazione alla procedura, ma alla stipula del negozio, fatta eccezione per il caso in cui la lex specialis qualifichi in modo indubbio tali elementi come requisiti di partecipazione.
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Il potere dell’amministrazione di evitare l’esclusione di un concorrente per ragioni meramente formali o procedurali consente infatti di valorizzare i profili sostanziali attinenti al merito dell’operatore, così come al pregio dell’offerta proposta.
In ragione del principio del risultato, non può, quindi, considerarsi ammissibile l’esclusione del miglior offerente per non aver osservato una regola il cui rispetto non abbia effettive ricadute sostanziali.
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