Consiglio di Stato, sez. V, n. 6457/2026
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cessione dei crediti derivanti da appalti pubblici
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Consiglio di Stato, sez. V sentenza n. 6416/2026
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L’irrilevanza dell’accordo quadro in sé considerato, ai fini della erogazione degli incentivi
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rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata
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La rettifica deve riguardare di un errore materiale e non deve dare corso alla presentazione di una nuova offerta, o comunque alla modifica sostanziale, oltre a dover comunque essere assicurato l'anonimato.
Inoltre esso presuppone l’iniziativa dell’operatore economico e non della stazione appaltante, che deve attivarsi entro il termine che coincide con il momento effettivo in cui la singola offerta viene aperta.
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L’art. 106, co. 6, del D.lgs. n. 36/2023 deve essere sempre interpretato in modo da escludere l’automaticità dell’escussione della cauzione provvisoria se non, forse, nel caso di mancata stipula del contratto dopo l’aggiudicazione (laddove in certi casi il pregiudizio potrebbe finanche essere considerato in re ipsa), ma certamente nei casi – come quello che qui occupa – di esclusione del concorrente dopo la proposta di aggiudicazione all’esito dell’accertamento del mancato possesso di uno dei requisiti di partecipazione, dovendo in questo caso la stazione appaltante sempre motivare in ordine alla sussistenza del pregiudizio causato dalla condotta procedimentale del concorrente.
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Una volta che l’amministrazione ha deciso di circoscrivere le omissioni a specifici e circoscritti aspetti, è necessario che la parte evidenzi in che termini quegli oscuramenti continuano ad essere indispensabili ai fini della difesa.
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La gara suddivisa in più lotti, di regola, non costituisce un’unica procedura, ma tante gare autonome e distinte quanti sono i lotti, sì che, pur essendo la procedura disciplinata dalla medesima lex specialis (bando, capitolato e disciplinare), a ciascun lotto corrisponde una distinta gara, potendo i concorrenti partecipare a tutti, o a uno solo, o ad alcuni dei lotti, con conseguente distinta aggiudicabilità degli stessi previa autonoma procedura valutativa delle offerte presentate per ciascuno di essi.
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La fattispecie dell’illecito professionale grave è stata oggetto di profonda modifica in senso tassativizzante da parte del d.lgs. n. 36 del 2023, al fine di eliminare gli elementi di incertezza che avevano generato un considerevole contenzioso nella vigenza della precedente normativa. L’illecito professionale è stato, così, trasformato da fattispecie “aperta”, come precedentemente disciplinata dall’art. 80 del d.lgs. n. 50 del 2016, in una fattispecie “tipica”, puntualmente circoscritta nei suoi elementi costitutivi dall’art. 98.
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