Quando l’appalto abbia natura intellettuale molte complesse disposizioni non si applicano.
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punto di intersezione tra le esigenze di tutela del lavoro e i principi di concorrenza, economicità e libera partecipazione
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Consiglio di Stato, sez. V, n. 6457/2026
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cessione dei crediti derivanti da appalti pubblici
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Consiglio di Stato, sez. V sentenza n. 6416/2026
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L’equivalenza presuppone la corrispondenza delle prestazioni del prodotto offerto, ancorché difforme dalle specifiche tecniche indicate dalla stazione appaltante, quale conformità sostanziale con le dette specifiche tecniche, nella misura in cui queste vengano nella sostanza soddisfatte; ne deriva, sul piano applicativo, che, sussistendone i presupposti, la stazione appaltante deve operare il giudizio di equivalenza sulle specifiche tecniche dei prodotti offerti non già attenendosi a riscontri formalistici, ma sulla base di criteri di conformità sostanziale (e funzionale) delle soluzioni tecniche offerte, sì che le specifiche indicate dal bando vengono in pratica comunque soddisfatte.
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Quando la stazione appaltante ha espresso una valutazione di non anomalia dell'offerta e questa sia stata impugnata dall'operatore economico non aggiudicatario, spetta al ricorrente dimostrare la manifesta erroneità o contraddittorietà della valutazione dell'amministrazione, essendo perciò gravato dell'onere della prova relativa.
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La violazione di un limite dimensionale della relazione tecnica privo di espressa previsione sanzionatoria nella lex specialis non può tradursi né nell'esclusione del concorrente né nello stralcio di parti dell'offerta.
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Il principio di equivalenza trova dunque un limite nell’aliud pro alio poiché il concorrente che voglia presentare un prodotto (o servizio) equivalente a quello richiesto non può offrire un bene difforme rispetto a quello descritto dalla lex specialis, configurando una siffatta ipotesi, per l’appunto, un aliud pro alio non rimediabile.
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Le difformità o carenze dell'offerta tecnica che rilevano l'inadeguatezza del progetto proposto dall'impresa offerente rispetto ai requisiti minimi non sono suscettibili di soccorso istruttorio e legittimano, pertanto, l’esclusione dalla gara.
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