L’istituto dell’accesso civico si applica alla materia dei contratti pubblici

L’accesso civico “è applicabile anche agli atti delle procedure di gara e, in particolare, all’esecuzione dei contratti pubblici”, incontrando quale unica eccezione - oltre ai limiti cd. “assoluti” all’accesso di cui all’art. 5-bis, comma 3, d.lgs. n. 33 del 2013 e suoi richiami (cfr. Cons. Stato, Ad. plen., n. 10 del 2020, cit., spec. par. 24 ss.) - quella dei limiti cd. “relativi” correlati agli interessi-limite, pubblici e privati, previsti dall’art. 5-bis, comma 1 e 2, d.lgs. n. 33 del 2013, nella prospettiva del bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza.
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Sulla correzione dell’errore materiale nell’offerta economica

L’applicazione dei principi sulla correzione dell’errore materiale presuppone che l’effettiva volontà negoziale dell’impresa partecipante alla gara sia individuabile in modo certo nell’offerta presentata, senza margini di opacità o ambiguità, sì che si possa giungere ad esiti univoci circa la portata dell’impegno ivi assunto; la ricerca della volontà dell’offerente ben può consistere anche nell'individuazione e nella rettifica di eventuali errori di scritturazione o di calcolo, a condizione, però, che alla rettifica si possa pervenire con ragionevole certezza e, comunque, senza attingere a fonti di conoscenza estranee all'offerta. L’errore materiale direttamente emendabile è infatti solo quello che può essere percepito e rilevato immediatamente e ictu oculi, dal contesto stesso dell’atto e senza bisogno di complesse indagini ricostruttive di una volontà agevolmente individuabile e chiaramente riconoscibile da chiunque.
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Sulla durata dell’esclusione laddove il fatto valutabile come illecito professionale derivi da una sentenza penale non definitiva

Allorquando venga in rilievo un fatto che sia valutato quale illecito professionale in base a una sentenza penale di condanna non definitiva, occorre rifarsi alla “norma di cui all’art. 57, par. 7, della direttiva 2014/24/UE, il quale ha previsto, in termini generali, che il periodo di esclusione per i motivi di cui al paragrafo 4 (all’interno del quale rientrano sia la causa di esclusione per gravi illeciti professionali [lett. c)], sia quella delle «false dichiarazioni […] richieste per verificare l’assenza di motivi di esclusione» [lett. h)]) non può essere superiore a «tre anni dalla data del fatto in questione»)” (di recente, Cons. Stato, sez. V, 27/1/2022 n. 575, aggiungendo che: “Alla disposizione contenuta nella direttiva la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha attribuito efficacia diretta nell’ordinamento interno, con conseguente immediata applicabilità”).
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Quesiti e pareri
Area Appalti e Contratti
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
05 Maggio 2022
OGGETTO: Invito di operatori economici all'iscrizione sul MEPA
Relativamente ad un eventuale invito di operatori economici all'iscrizione sul MEPA, qual è la corretta e trasparente... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
29 Aprile 2022
OGGETTO: QUESITO PER SCARTO
Mi sono chiesto se, nel momento in cui, per prassi consolidata, materializzo alcuni documenti nativi digitali (esempio stampo una... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
29 Aprile 2022
OGGETTO: Conservazione atti giudiziari in casa comunale
Nel nostro comune hanno incaricato una società che si occupa dello smaltimento dei vecchi atti in deposito nella casa... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
21 Aprile 2022
OGGETTO: Protocollazione pec con allegato
Quando nel programma di protocollazione entra una pec con un allegato che per varie ragioni impedisce la protocollazione (ad... Continua
Servizio quesiti per dipendenti enti locali
21 Aprile 2022
OGGETTO: Protocollazione di un documento
Nella protocollazione di un documento cartaceo lei ha proposto la seguente procedura: creare un numero di protocollo a vuoto... Continua
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