In caso di verifica facoltativa di congruità dell’offerta, la stazione appaltante ha ampia discrezionalità con riguardo alla scelta di procedere o meno

La giurisprudenza amministrativa, in presenza di una verifica facoltativa della congruità dell’offerta di un operatore economico, riconosce alla stazione appaltante un’ampia discrezionalità con riguardo alla scelta di procedere, o meno, alla verifica di congruità, con la conseguenza che il ricorso all’istituto (come pure la mancata applicazione di esso) non necessita di una particolare motivazione, né può essere sindacato se non nelle ipotesi, remote, di una macroscopica irragionevolezza o di decisivo errore di fatto.
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L'impugnazione di un provvedimento di esclusione dalla gara che intervenga prima dell'aggiudicazione non richiede la notificazione del ricorso agli altri concorrenti in gara

Se l’impugnazione di un provvedimento di esclusione dalla gara interviene prima dell’aggiudicazione, l’operatore economico che intende impugnarlo non è tenuto a notificare il ricorso agli altri concorrenti rimasti in gara, in quanto in capo a nessuno di essi è ravvisabile la qualità di soggetto controinteressato in senso tecnico.
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Il valore complessivo dell’appalto è il parametro di riferimento per la determinazione dei requisiti di partecipazione

L'art. 72, commi 1, lett. e) e 4, della direttiva 2014/24/UE individua nel valore complessivo, comprensivo cioè anche dell'importo delle prestazioni opzionali già indicate nella disciplina di gara, il parametro di riferimento per la determinazione dei requisiti di partecipazione. Del resto, ragionando diversamente e per assurdo, risulterebbe violato il principio di proporzionalità dei requisiti rispetto all'oggetto dell'appalto, sancito all'art. 100, co. 2, cit., il quale impone che le Stazioni Appaltanti definiscano le condizioni di partecipazione in base all'effettiva entità della prestazione affidata, in modo da garantire l’adeguatezza dei concorrenti rispetto alla dimensione complessiva del contratto.
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Il dies a quo del termine decadenziale per l’impugnazione degli atti di gara coincide con quello in cui l’interessato è messo in grado di acquisire piena conoscenza degli atti che lo ledono

Dall’onere di contestualità dell’inoltro della comunicazione di cui all’art. 90 del D. lgs. n. 36/2023 e della pubblicazione in piattaforma di cui all’art. 36 D. lgs. n. 36/2023, può ricavarsi la conclusione secondo cui la mera pubblicazione degli atti, in assenza della contestuale comunicazione ai concorrenti dei dati di cui all’art. 90, lett. c) del D. lgs. n. 36/2023, non è idonea a far decorrere il termine di impugnazione.
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Quesiti e pareri
Area Appalti e Contratti
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06 Maggio 2026
OGGETTO: Condizioni nomina DEC
Può il dirigente amministrativo affidarmi l'incarico come soggetto esterno con un atto amministrativo, avendo solo... Continua
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La SA può prevedere nel bando di concessione (es. refezione scolastica) la proroga contrattuale ex art. 120 c 10 codice ?... Continua
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Quando trasmettiamo gli atti all'utente finale (in assenza di domicilio digitale) va allegata l'attestazione di copia conforme... Continua
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OGGETTO: Modifica CIG su PCP
In caso di quinto d'obbligo per aff. diretti, è necessario modificare anche l'importo del CIG sulla PCP? In caso positivo... Continua
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