Aliquote sempre più vantaggiose se la pensione è di vecchiaia
messaggio Inps n. 787 del 05 marzo 2026
Aliquote sempre più vantaggiose se la pensione è di vecchiaia
a cura di Fabio Venanzi
09 Marzo 2026
Le aliquote più vantaggiose – previste dalla legge 965/1965 – vanno applicate in relazione alla tipologia di prestazione pensionistica richiesta dal lavoratore e non in relazione alla causa di cessazione del rapporto di lavoro. Questa è la novità contenuta nel messaggio Inps n. 787 del 05 marzo 2026, ove l’Istituto previdenziale torna sui suoi passi modificando l’interpretazione fornita con il messaggio n. 2491 del 25 agosto 2025.
Con il messaggio dello scorso anno, l’Inps aveva precisato che “tenuto conto che l’articolo 1, comma 161, secondo periodo, della legge di Bilancio 2024 prevede che le nuove aliquote di rendimento non trovano applicazione nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, si chiarisce che, per effetto delle modifiche ai limiti ordinamentali, detta disciplina derogatoria trova applicazione per le pensioni di vecchiaia liquidate a carico della CPDEL, della CPS, della CPI e della CPUG a seguito di risoluzione obbligatoria del rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica Amministrazione”. Pertanto, secondo una lettura stringente, le pensioni di vecchiaia liquidate in differita (cioè con cessazione non contigua con l’accesso alla pensione) erano assoggettate alle aliquote di rendimento più basse, previste dalla legge 213/2023.
Trattamento differente rispetto ai...







