L’Inps si esprime sulle novità previdenziali del 2026
circolare Inps n. 28 del 16 marzo 2026
L’Inps si esprime sulle novità previdenziali del 2026
a cura di Fabio Venanzi
23 Marzo 2026
È stata definita la platea dei soggetti esclusi dall’applicazione della speranza di vita, dopo le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026. Con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026, l’Inps ha fornito le indicazioni sui soggetti destinatari dell’applicazione graduale della speranza di vita, nonché dei soggetti esclusi. Come noto, il dm 19 dicembre 2025 ha ufficializzato la speranza di vita in +3 mesi ma la legge di bilancio ha previsto un’applicazione graduale, con un mese dal 2027 e ulteriori 2 mesi dal 2028. Tra i lavoratori per i quali non trova applicazione l’adeguamento legato alla speranza di vita, troviamo gli addetti ad attività particolarmente faticose e pesanti (usuranti) che accedono alla pensione di vecchiaia con 66 anni 7 mesi, sempreché possano vantare almeno 30 anni di anzianità contributiva.
Per i lavoratori che svolgono attività gravose (da non confondere con gli usuranti), l’Istituto effettua una distinzione. In particolare, coloro che hanno almeno sette anni negli ultimi dieci anni di attività gravose in presenza di almeno 30 anni di contribuzione, potranno accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni 7 mesi. Di contro, coloro che possiedono sei anni di attività gravose negli ultimi sette, fermo restando il requisito contributivo complessivo dei 30 anni, accederanno alla vecchiaia con 67 anni di età, stante il diverso arco temporale di riferimento per lo svolgimento dell’attività gravosa individuato dalla legge 205/2017.
Continueranno ad accedere alla pensione anticipata con 41 anni e dieci mesi, le lavoratrici addette ad attività gravose nell’ipotesi in cui la mansione sia svolta per sette anni negli ultimi dieci oppure per sei negli ultimi sette. Per le addette ad attività faticose e pesanti, le mansioni devono essere svolte per sette anni negli ultimi dieci oppure per almeno metà della vita lavorativa complessiva. Per gli uomini, il requisito contributivo è innalzato a 42 anni e dieci mesi di contributi, fermo restando gli altri requisiti.
Anche per i lavoratori precoci, cioè coloro che possono vantare almeno un anno di contribuzione prima del compimento del 19esimo anno di età, avviene una differenziazione dei requisiti. Infatti, coloro che si trovano in uno stato di disoccupazione oppure sono caregiver di famigliare con handicap in situazione di gravità oppure hanno una...








