Dichiarazione precompilata: le Faq dell’Agenzia delle Entrate sui familiari a carico
gestione dei familiari a carico nella dichiarazione precompilata
Dichiarazione precompilata: le Faq dell’Agenzia delle Entrate sui familiari a carico
a cura di Pierluigi Tessaro
29 Giugno 2026
Tra le categorie consultabili sul portale dell’Agenzia delle Entrate (fabbricati e terreni, locazioni brevi, mutui e interessi passivi, ecc.), è presente un’apposita sezione dedicata alla gestione dei familiari a carico nella dichiarazione precompilata.
Si tratta, in particolare di 6 Faq, che forniscono i chiarimenti alle richieste pervenute dai contribuenti.
Nella prima Faq, relativa al perché non si trovano le spese per oneri sostenuti nell’interesse del figlio, l’Agenzia delle Entrate specifica che tali spese, sostenute nell'interesse del familiare a carico, vengono attribuite nella dichiarazione precompilata, a condizione, però, che siano correttamente indicati, nel prospetto dei familiari, il codice fiscale e le informazioni sulla relazione di parentela, i mesi e la percentuale di carico.
In caso di prospetto incompleto per quanto riguarda i mesi e le percentuali di carico, gli oneri detraibili/deducibili riferiti al familiare a carico sono esposti sia nel foglio informativo del soggetto a cui si riferiscono che nel foglio informativo dei contribuenti a cui risulta a carico.
E’ possibile, comunque, integrare i dati nella dichiarazione precompilata, se ne ricorrono i presupposti.
Nella seconda Faq, relativa all’indicazione di quando il familiare viene inserito nel prospetto dei familiari a carico della dichiarazione precompilata, l’Amministrazione finanziaria specifica che i familiari vengono inseriti nel prospetto dei familiari a carico della dichiarazione precompilata, solo se ricorrono i seguenti tre requisiti:
1) i dati del familiare sono stati comunicati al sostituto d'imposta e sono stati riportati nella Certificazione unica, oppure sono presenti nella sezione dedicata ai “Dati relativi all’Assegno Unico” della CU rilasciata dall’INPS oppure ancora risultano dalla dichiarazione presentata nell’anno precedente;
2) il reddito complessivo del familiare, risultante dalla CU, non eccede € 2.840,51, oppure € 4.000 per i figli di età non superiore a 24 anni;
3) i dati del familiare risultano completi e coerenti con quelli presenti in eventuali altre Certificazioni o dichiarazioni dell’anno precedente.
Se i dati indicati sono incompleti o incoerenti, nella dichiarazione precompilata viene riportato il codice fiscale del familiare e il contribuente deve completare il prospetto.
Nella terza Faq vengono evidenziate le cause di non utilizzo del codice fiscale dei familiari a carico riportati nella CU e le possibilità di intervento da parte del contribuente.
Fra le possibili motivazioni di non utilizzo del codice fiscale dei familiari a carico, l’Agenzia indica:
a) la procedura ha rilevato che il familiare a carico ha conseguito un reddito complessivo ai fini fiscali superiore a € 2.840,51, oppure € 4.000 nel caso di figlio di età non superiore a 24 anni.
In questo caso, il contribuente deve verificare se il familiare a carico ha effettivamente superato il limite reddituale stabilito dalla norma, contattando, eventualmente, il sostituto d’imposta per controllare la correttezza della CU rilasciata.
b) il codice fiscale indicato dal sostituto d’imposta nella CU non è corretto, oppure non esiste.
Nella fattispecie, il contribuente deve riportare nel quadro della dichiarazione dei familiari a carico il codice fiscale presente nella tessera sanitaria.
c) se risultano più CU dove vengono riportati...







