Il buono pasto durante le ferie tra giurisprudenza, contrattazione collettiva e questioni ancora aperte
D.L. n. 144/2026, convertito nella Legge n. 174 del 5 ottobre 2026
Il buono pasto durante le ferie tra giurisprudenza, contrattazione collettiva e questioni ancora aperte
a cura di Pierluigi Tessaro
27 Ottobre 2026
Il recente D.L. n. 144/2026, convertito nella Legge n. 174 del 5 ottobre 2026, è intervenuto sul tema delle ferie esclusivamente sotto il profilo della loro monetizzazione, lasciando però irrisolta la spettanza del buono pasto nei periodi di assenza per ferie.
Si tratta di una questione che continua a generare dubbi applicativi e contenziosi nelle amministrazioni.
Il problema principale riguarda la natura del buono pasto, ovvero se costituisca un elemento della retribuzione oppure un’agevolazione di carattere assistenziale, legata alla presenza in servizio.
L'articolo 7 della Direttiva 2003/88/CE garantisce al lavoratore il diritto alle ferie annuali retribuite. Secondo la Corte di Giustizia UE, durante le ferie il lavoratore deve beneficiare di una situazione economica sostanzialmente comparabile a quella goduta nei periodi di effettiva attività lavorativa (CGUE, 15/9/2011, causa C-155/10 Williams).
Una retribuzione feriale inferiore a quella ordinaria potrebbe infatti indurre il lavoratore a non fruire delle ferie (CGUE, 13/12/2018, causa C-385/17 Hein).
Il principio non equivale ad una coincidenza perfetta tra retribuzione feriale e ordinaria.
Rientrano nel calcolo gli elementi intrinsecamente collegati alle mansioni e correlati allo status personale e professionale del lavoratore; sono escluse le voci riferite a spese occasionali o accessorie (Cassazione, sentenza n. 13932/2024).
Se il principio è consolidato per ciò che riguarda la retribuzione fondamentale e per le indennità aventi carattere fisso e continuativo, maggiori incertezze emergono per i servizi sostitutivi di mensa e, in particolare, per i buoni pasto.
Proprio su questo aspetto si registrano orientamenti non sempre uniformi.
L'orientamento prevalente della Cassazione nega la natura retributiva del buono pasto. Con l’ordinanza n. 16135/2020 la Corte lo qualifica come agevolazione di carattere assistenziale, con un nesso meramente occasionale in relazione al rapporto di lavoro. L’ordinanza n. 15629/2021 conferma tale indicazione, descrivendolo come rimborso forfettario legato più all’orario che alla prestazione.
Nel pubblico impiego contrattualizzato, secondo la Cassazione, sezione lavoro n...







