Area edilizia sentenze e commenti

L’obbligazione di pagamento degli oneri concessori gravano sull’acquirente in caso di trasferimento del bene

Il costante orientamento della giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. sez. IV, 30 novembre 2011, n. 6333; sez. IV, 23 novembre 2018, n. 6624) e della Cassazione (cfr., ex multis, Cass. civ., sez. II, 28 giugno 2013, n. 16401) afferma la natura reale o “propter rem” delle obbligazioni di pagamento degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione
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Serve il permesso di costruire per la chiusura di un pozzo luce

È soggetta al regime del permesso di costruire la chiusura di un pozzo luce avente le dimensioni di mt. 2,40 x 2,40, mediante la posa in opera di pannelli in policarbonato posti ad un’altezza media di mt. 2,5 circa rispetto al piano di calpestio, ossia di spazio interno precedentemente aperto, con trasformazione dell’edificio in termini di volume e superficie,
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Non è una mera pertinenza, e richiede il permesso di costruire, una tettoia, con dimensioni in pianta di 3,90 m x 2,15 m ed altezza massima di m 2,90, costituita da struttura in legno lamellare e copertura in tegole, addossata a due muri di contenimento preesistenti ed ospitante un angolo cottura esterno, con annesso lavello e piano di appoggio

La giurisprudenza ha chiarito che la tettoia ha autonomia solo civilisticamente pertinenziale, e non individuale e funzionale, entrando a far parte integrante di una costruzione preesistente, a guisa di opera nuova, la cui realizzazione comporta una trasformazione del territorio e dell'assetto edilizio anteriore: essa arreca, infatti, un proprio impatto volumetrico e, se e in quanto priva di connotati di precarietà, è destinata a soddisfare esigenze non già temporanee e contingenti, ma durevoli nel tempo, con conseguente incremento del godimento dell'immobile cui inerisce e del relativo carico urbanistico
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Incombe al privato, che chiede il condono edilizio, l’onere di fornire la prova dell’ultimazione delle opere abusive in tempo utile per poter fruire della sanatoria

Secondo l’orientamento ormai diffuso in giurisprudenza, incombe al privato, che chiede il condono edilizio, l’onere di fornire la prova dell’ultimazione delle opere abusive in tempo utile per poter fruire della sanatoria e solo la deduzione, da parte di quest’ultimo, di concreti elementi trasferisce il suddetto onere di prova contraria in capo all’amministrazione;
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L’installazione di nuovi infissi metallici e vetrate di maggiore grandezza ai due vani porta esistenti, ampliati di conseguenza per 70 cm, è un intervento di ristrutturazione edilizia e non di restauro e risanamento conservativo

Il restauro e risanamento conservativo di un edificio si distingue dalla ristrutturazione perché mira a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità nel rispetto dei suoi elementi tipologici e formali, oltre che strutturali.
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L’esecuzione di scavi e di fondazione non è sufficiente ad evitare la decadenza del permesso di costruire

Secondo l’orientamento consolidato, non rilevano al fine di evitare la decadenza del titolo edilizio i lavori preparatori di cantiere, in quanto non sono indici di un reale inizio dei lavori di costruzione, quali, ad esempio gli interventi di ripulitura del sito e approntamento del cantiere e dei materiali necessari per l'esecuzione dei lavori (ex multis, T.A.R. Molise, 19 settembre 2005, n. 875);
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Non è sufficiente la SCIA ma serve il permesso di costruire per il mutamento di destinazione d’uso da abitazione a studio medico

Gli strumenti di pianificazione, generali ed attuativi, individuano la destinazione d'uso dei suoli e degli edifici, affinché alle varie e diverse destinazioni vengano assegnate determinate qualità e quantità di servizi. L'organizzazione del territorio comunale e la relativa gestione vengono realizzate attraverso il coordinamento delle varie destinazioni d'uso, sicché le modifiche non legittimate delle stesse incidono negativamente sull'organizzazione e sull’assetto prefigurato.
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Illegittimo il provvedimento di decadenza di un permesso di costruire fondato sulla mancata denunzia dell’inizio dei lavori

La decadenza del permesso di costruire è provvedimento tipico che può essere legittimamente adottato solo in presenza delle due ipotesi tassativamente indicate dall’art. 15 del DPR 380/2001, che riguardano l’inutile decorso dei termini stabiliti dalla legge per l’inizio e la fine dei lavori, ovvero la sopravvenienza di previsioni urbanistiche in contrasto con il permesso rilasciato.
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Serve il permesso di costruire per la veranda realizzata su un balcone

La veranda realizzata su un balcone facente parte di un immobile principale, essendo materialmente incorporata all’immobile principale di cui costituisce parte integrante e zona di ampliamento volumetrico, non può essere ricondotta alla nozione di pertinenza urbanisticamente rilevante, la quale, invece, postula indefettibilmente l’individualità fisica e strutturale del manufatto destinato a servizio od ornamento di quello principale, con conseguente assoggettabilità dell’intervento al regime del permesso di costruire ed al corrispondente sistema sanzionatorio di cui all’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001.
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