Area urbanistica

Nessun affidamento deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l’amministrazione conserva ampia discrezionalità, ben potendo apportare modificazioni peggiorative rispetto agli interessi del proprietario

Rientra nella piena discrezionalità dell’Ente imprimere ad una determinata zona un certo regime urbanistico-edilizio: per tale ragione, la destinazione data dagli strumenti urbanistici alle singole aree del territorio non necessita di apposita motivazione, salvo che particolari situazioni abbiano creato aspettative o affidamenti in favore di soggetti le cui posizioni appaiano meritevoli di specifiche considerazioni.
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Un’ipotesi concreta di lottizzazione abusiva mista

L’art. 30 del d.P.R. n. 380/2001 – che riproduce le disposizioni contenute nel previgente articolo 18 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 – distingue due diverse ipotesi di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio. La prima, lottizzazione cd. materiale o reale, ricorre “quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione”.
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Quali sono le ipotesi di aspettative qualificate in urbanistica?

Per consolidato orientamento giurisprudenziale, le scelte urbanistiche configurano valutazioni di merito sottratte al sindacato giurisdizionale di legittimità, salvo i casi in cui siano inficiate da errori di fatto, violazioni procedurali, illogicità abnormi o siano confliggenti con particolari situazioni che abbiano dato luogo ad aspettative qualificate (C.d.S., sez. IV, 25 giugno 2019, n. 4343).
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Legittima la previsione urbanistica di un’estensione minima per i lotti edificabili

Per giurisprudenza assolutamente costante, le scelte di pianificazione urbanistica sono caratterizzate da ampia discrezionalità e costituiscono apprezzamento di merito sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità e, in occasione della formazione di uno strumento urbanistico generale, le decisioni dell'amministrazione non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali — di ordine tecnico discrezionale — seguiti nell'impostazione del piano stesso (Cons. Stato, II 4 settembre 2019, n.6086).
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FORMAZIONE E WEBINAR
Quesiti e pareri
Area Patrimonio
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18 Ottobre 2019
OGGETTO: Traferimento reliquato stradale
Chiedo se il reliquato stradale segue le vicende della strada nel trasferimento ovvero se una strada provinciale è stata... Continua
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In quali ambiti è più comunemente utilizzato l'accordo quadro? Continua
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Un gestore di telefonia mobile ha presentato istanza di autorizzazione semplificata / SCIA ai sensi dell'art. 87bis del d.lgs... Continua
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