I poteri di vigilanza edilizia operano anche in relazione alla CILA
I poteri di vigilanza edilizia operano anche in relazione alla CILA
I poteri di vigilanza edilizia operano anche in relazione alla CILA
05 Novembre 2026
Sebbene la c.i.l.a. presenti dei tratti peculiari che la distinguono dalla s.c.i.a. – in relazione alla quale l’art. 19, comma 6-ter, della legge n. 241 del 1990 riconosce agli interessati il potere di sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti all’Amministrazione e, in caso di inerzia, esperire l’azione processuale in materia di silenzio – ciò non esclude “che debbano ritenersi operare, anche in relazione alla CILA, pur sempre i poteri di vigilanza spettanti, ai sensi degli artt. 27 ss., d.P.R. n. 380/2001, alla P.A. al ricorrere di ipotesi di abuso, e ciò sia a valle di una istanza del terzo, sia d’ufficio, con la conseguenza che anche nella CILA permangono forme di esercizio di potere repressivo da parte dell’Amministrazione, ancorché non coincidenti (e non identicamente individuate, finanche sotto il profilo lessicale) con quelle previste per la SCIA ordinaria, dall’art. 19, L. n. 241/1990” (Consiglio di Stato, IV, 17 luglio 2025 n. 6322).
A supporto di tale conclusione deve essere altresì richiamato l’orientamento giurisprudenziale che assume la doverosità – in via derogatoria – dell’intervento in “autotutela” (sebbene sui generis) dell’Amministrazione sulla s.c.i.a., in presenza di una sollecitazione del terzo che si assume leso dalla predetta segnalazione (cfr. Consiglio di Stato, II, 7 marzo 2023, n. 2371; VI, 8 luglio 2021, n. 5208), da ritenersi applicabile, a fortiori, pure agli interventi effettuati previa presentazione della c.i.l.a., soprattutto laddove se ne contesti un utilizzo improprio (sulla sussistenza, in via generale, dell’obbligo comunale di provvedere comunque sull’istanza di repressione di abusi edilizi, presentata dal proprietario dell’area confinante a quella di realizzazione delle opere abusive, cfr. Consiglio di Stato, VI, 27 aprile 2021, n. 3430; T.A.R. Lombardia, Milano, IV, 2 ottobre 2023, n. 2192).
Infatti, «non può dubitarsi della sussistenza dell’obbligo comunale di provvedere sull’istanza di repressione di abusi edilizi, presentata dal proprietario dell’area confinante a quella di realizzazione delle opere abusive [oppure, a fortiori, dal comproprietario del...







