Le determinazioni assunte in materia di pianificazione urbanistica sono ampiamente discrezionali
Le determinazioni assunte in materia di pianificazione urbanistica sono ampiamente discrezionali
15 Ottobre 2026
Le determinazioni assunte in materia di pianificazione urbanistica del territorio comunale si connotano per l’ampia discrezionalità di cui godono gli enti che intervengono nel procedimento complesso finalizzato alla approvazione e ai successivi aggiornamenti degli atti di pianificazione urbanistica comunale.
Le scelte della pianificazione urbanistica sono riservate alla discrezionalità dell’amministrazione, cui compete il coordinamento di tutte le esigenze presenti sul territorio, all’esito di complesse valutazioni tecniche e amministrative. La pianificazione, peraltro, non si limita alla semplice riorganizzazione edilizia dell’esistente, ma elabora le linee dello sviluppo socio-economico del territorio.
Nell'elaborazione di uno strumento urbanistico generale, pertanto, l’amministrazione non è tenuta a valutare le conseguenze che ricadono sui singoli proprietari, essendo sufficiente che ogni scelta particolare risulti coerente con i principi della materia e con gli obiettivi generali perseguiti.
In tale prospettiva, il Comune ha la facoltà di modificare in peius le precedenti previsioni urbanistiche, anche in relazione a specifiche zone, purché fornisca una descrizione chiara degli interessi pubblici perseguiti, e a condizione che vi sia coerenza con i criteri d'ordine tecnico-urbanistico discrezionalmente assunti quale base per la formazione dello strumento urbanistico.
All’esercizio di un potere così configurato corrisponde un sindacato giurisdizionale di carattere estrinseco, e limitato al riscontro di profili di illogicità, contraddittorietà e irragionevolezza emergenti ictu oculi o tramite univoche deduzioni logiche. A tale sindacato è, viceversa, estraneo l'apprezzamento della condivisibilità delle scelte, profilo appartenente alla sfera del merito.
Esclusa in via generale la c.d. polverizzazione della motivazione, le ragioni della pianificazione vanno ricercate nella relazione di accompagnamento allo strumento urbanistico, che normalmente non affronta le vicende di singole proprietà. Occorre però sottolineare che una motivazione su scala ridotta è necessaria per quelle situazioni dove si sono creati veri e propri affidamenti qualificati in capo ai proprietari. Normalmente questo si verifica quando siano stati formalizzati degli accordi tra l’Amministrazione e i privati (ad esempio piani attuativi) che presuppongano una specifica destinazione del suolo.
Al di fuori di questi casi particolari, la giurisprudenza è pacifica nel negare la configurabilità di un’aspettativa tutelabile all’immutabilità delle previsioni urbanistiche.
Sul tema vanno richiamate le considerazioni svolte dalla consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato “sui limiti della tutela delle aspettative edificatorie dei privati rispetto all'esercizio di poteri pianificatori urbanistici, ambientali e paesaggistici, secondo cui: (…) c) la semplice reformatio in peius della disciplina urbanistica...








