Rivalutazione canone locazione passiva dovuta dalle PP.AA.: i chiarimenti della Corte dei conti
Rivalutazione canone locazione passiva dovuta dalle PP.AA.: si tiene conto della variazioni ISTAT...
Rivalutazione canone locazione passiva dovuta dalle PP.AA.: i chiarimenti della Corte dei conti
03 Marzo 2026
La Corte dei conti, sez. reg. di contr. Toscana, con la delib. n. 12/2026/PAR, depositata il 17 febbraio 2026, ha risolto un quesito concernente le modalità di determinazione della rivalutazione del canone di locazione passiva dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico della PA a seguito della cessazione del blocco dell’indicizzazione previsto dall’art. 3, comma 1, del decreto-legge n. 95/2012.
Nel quesito è stato chiesto di stabilire, in particolare, se l’adeguamento del canone debba considerare esclusivamente le variazioni dell’indice ISTAT maturate a partire dal 1° gennaio 2024, oppure se debba includere anche le variazioni del medesimo indice verificatesi durante il periodo di vigenza della norma fino al 31 dicembre 2023.
L’art. 3, comma 1, del decreto-legge n. 95 convertito in legge dalla legge n. 135/2012 prevede, infatti, che “In considerazione dell'eccezionalità della situazione economica e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, per gli anni 2012, 2013 e 2014, l'aggiornamento relativo alla variazione degli indici ISTAT, previsto dalla normativa vigente non si applica al canone dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché dalle Autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) per l'utilizzo in locazione passiva di immobili per finalità istituzionali.”
La disposizione, originariamente limitata al triennio 2012-2014, è stata oggetto di successive proroghe annuali che ne hanno esteso l’applicazione fino 2023.








