La misura mette a disposizione complessivamente 600 mila euro, di cui 400 mila destinati ai Comuni e 200 mila ad ADUC e ASBUC, con l’obiettivo di valorizzare infrastrutture tradizionali essenziali per le attività pastorali, il presidio del territorio e la tutela ambientale. Gli interventi finanziabili riguardano il recupero e la manutenzione straordinaria di sistemi di raccolta e stoccaggio delle acque, fontane, abbeveratoi e relative opere di captazione e distribuzione idrica, con particolare attenzione alla salvaguardia degli ecotoni bosco-pascolo e bosco-coltivi, ambienti di elevato valore naturalistico e paesaggistico.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che i pascoli abruzzesi costituiscono un patrimonio ambientale, economico e culturale di straordinaria importanza. Oltre a ospitare habitat e specie di interesse comunitario, essi svolgono un ruolo strategico nella conservazione della biodiversità, nella prevenzione dell’erosione del suolo e nella riduzione del rischio di incendi. Il recupero dei punti di abbeverata consentirà infatti di rendere nuovamente utilizzabili aree oggi abbandonate per carenza di risorse idriche e, al tempo stesso, di ridurre la pressione esercitata dal bestiame nelle zone in cui le poche fonti ancora attive risultano sovraccaricate. Un’azione particolarmente rilevante anche alla luce degli effetti del cambiamento climatico, che rendono sempre più strategica una gestione efficiente e sostenibile dell’acqua.
“Parliamo di interventi che hanno una forte valenza ambientale, sociale e di cura del territorio. La manutenzione delle infrastrutture idriche montane significa sostenere la pastorizia, garantire servizi essenziali nelle aree rurali e rafforzare la resilienza dei territori. La conservazione degli ecotoni tra bosco e pascolo rappresenta una delle sfide più importanti per la tutela del paesaggio appenninico: preservare questi ambienti significa favorire l’equilibrio degli ecosistemi e salvaguardare habitat preziosi” –dichiara il vicepresidente della Regione Abruzzo e Assessore all’Agricoltura Imprudente.
Il contributo previsto per ciascun progetto varia da un minimo di 20 mila euro a un massimo di 50 mila euro. Saranno premiati, attraverso specifici criteri di priorità, gli interventi a supporto dell’attività pastorale, i progetti che prevedono soluzioni innovative e a basso impatto ambientale e quelli localizzati in aree ad elevato rischio incendi o di particolare pregio...